Nota biografica sulla pittura

1906

Lalla (Graziella) nasce a Demonte (Cuneo) l’11 novembre, da genitori cuneesi, primogenita di tre figlie (Silvia e Luciana). Il padre Roberto, geometra, capo dell’Ufficio tecnico del Comune di Demonte, era amante della pittura, della musica e buon «dilettante fotografo». La madre, Giuseppina Peano, era nipote del famoso logico-matematico Giuseppe Peano.

1912/1916

Lalla frequenta la scuola elementare a Demonte poi il liceo classico a Cuneo, dove si è trasferita la famiglia.

1916/1924

Fra gli insegnanti dell’ultimo anno del liceo “Silvio Pellico” ha Anna Maria Brizio, docente di storia dell’arte e assistente di Lionello Venturi all’Università di Torino.

1924

Si iscrive alla Facoltà di Lettere e Filosofia all’Università di Torino; tra i professori spiccano Annibale Pastore, Ferdinando Neri e Lionello Venturi.

1925/1927

Lalla frequenta a Torino lo studio del pittore Giovanni Guarlotti. In questi anni, nei lunghi soggiorni a Parigi, ospite dell’amica Andrée Arnoux, prende conoscenza delle novità internazionali in campo artistico.

1928

Dopo la laurea in lettere, su consiglio di Lionello Venturi, entra nella scuola di pittura di Felice Casorati: con il maestro, con la sua compagna Daphne Maugham, con Nella Marchesini e con altri allievi, in particolare con Paola Levi Montalcini e Giorgina Lattes, nasce un’amicizia che durerà a lungo.

1929

Inizia a insegnare lettere a Cuneo, ma continua a frequentare la scuola di Casorati. Espone alcuni quadri in una mostra collettiva insieme al maestro e ai suoi allievi. Aveva già esposto tre suoi quadri in un’altra collettiva a Cuneo nel 1926.

Conosce Innocenzo Monti, impiegato di banca: «[Innocenzo] parlò di Modiglioni con ammirazione, in tono grave, serio; e non sapeva che “ammirare Modigliani” (quello che significava) era proprio quanto contava nella vita per me».

1930

Insegna storia dell’arte al liceo di Cuneo. Diventa direttrice della biblioteca civica di Cuneo. Partecipa ad una mostra collettiva della scuola di Casorati e ad una mostra organizzata dalla Società Pro Cultura Femminile di Torino, documentata – quest’ultima- in «Emporium» , n. 248, agosto 1930, nell’articolo di E. Zanzi Cronache torinese pittrici e scultrici pp. 115-116.

Alla II Esposizione sindacale del Piemonte (LXXXVIII della Società Promotrice, presso la Promotrice delle Belle Arti di Torino, Lalla Romano è presente con quattro opere, documentate in catalogo: Casa bianca (n. 445), Casa rossa (n. 446), Bambina (n. 501) e Filomena (n. 502).

Su invito di Lionello Venturi, scrive per «L’Arte» un saggio su La scuola di Casorati.

1932/1935

Nel 1932 sposa a Cuneo Innocenzo Monti. L’anno dopo nasce l’unico figlio, Pietro, detto poi Piero. Nel 1935 raggiunge a Torino il marito e inizia ad insegnare lettere all’istituto magistrale «Regina Margherita» e poi al ginnasio-liceo «Cavour».

1937/1938

Continua a dipingere; espone in altre mostre collettive a Torino (IX Esposizione sindacale, Palazzo della Promotrice) e a Cuneo (I Mostra sindacale arte della provincia), e in una personale a Palazzo Lascaris, a Torino, come testimonia Italo Cremona su «Emporium» n. 508, aprile 1937, p. 212. Nel maggio-giugno partecipa a Torino, Palazzo della Promotrice, alla IX Esposizione sindacale (XCV della Società Promotrice di Belle Arti), con due opere documentate in catalogo: Paesaggio a Mirafiori (n. 244) e Il cavallino (n. 274).

In questi anni conosce Ardengo Soffici e lo frequenta a Forte dei Marmi. Su suo invito, scrive tre racconti sulla vita degli artisti e sul mondo dell’arte a Torino: Una cena di artisti, Visita al collezionista, Inaugurazione di una”personale”, pubblicati per la prima volta in Lalla Romano pittrice (1993) e poi in Lalla Romano. Paesaggi piemontesi (2001).

Partecipa ad una mostra degli Amici dell’Arte, come documentato da Albino Galvano («Emporium», n. 502, aprile 1938 pp. 218-220). Partecipa alla X Sindacale del Piemonte (XCVI della Società Promotrice) dove espone tre opere, documentate in catalogo, Paesaggio a Forte dei Marmi (n. 244), una Natura morta (n. 314) e Paesaggio a Boves (n. 319). Espone anche alla Mostra nazionale di Napoli e a una mostra sul ritratto promossa dal Pro Cultura Femminile di Torino.

1939

È presente alla XI Esposizione sindacale di Torino ( XCVII della Società Promotrice), con due opere documentate in catalogo: Giardino (n. 374) e Albero (n. 403). Partecipa alla mostra del ritratto femminile alla Pro Cultura Femminile di Torino.

1940

Partecipa alla XII Esposizione sindacale di Torino (XCVIII della Promotrice), con due opere, documentate in catalogo: Il salice-paesaggio (n. 492) e Natura morta (n. 496). Nell’ottobre-novembre è presente al Palazzo delle Belle Arti, al Valentino, alla III Mostra provinciale di Torino, con quattro opere, documentate in catalogo a p. 12: Natura morta (n. 458), Ritratto (n. 459), un altro Ritratto (n. 461) e Figura (n. 468).

Il critico-pittore Albino Galvano scrive su «Emporiun» (n. 553, gennaio 1941, p. 319): «Né l’autoritratto che in Lalla Romano Monti conferma le doti della miglior pittrice che sia presente in questa mostra, e di uno dei temperamenti femminili più schietti che abbia la pittura torinese, potrà darci dei rimorsi, ma sì dovrebbe darne a quelli che per molte esposizioni, e in parte anche in questa, hanno collocato i suoi quadri in modo disperso e non evidente».

1941

Pubblica la raccolta poetica Fiore, da Frassinelli (Torino). Nel 1938, a Forte dei Marmi, aveva fatto leggere alcune poesie a Montale, che l’aveva incoraggiata.

In maggio-luglio partecipa a Milano, Palazzo dell’Arte, alla III Mostra sindacale nazionale nella sala dedicata agli artisti piemontesi con l’opera Ritratto (n. 10 del catalogo). È presente alla XIII Esposizione sindacale di Torino (XCIX della Società Promotrice delle Belle Arti) con tre opere: Paesaggio (n. 130 del catalogo), Fiori (n. 131), Ritratto (n. 132): cfr. E.Zanzi, «Emporium» n. 559, luglio 1941, pp. 43-44.

In ottobre-novembre partecipa alla IV Mostra provinciale di Torino (XXXIX degli Amici dell’Arte) con tre opere, documentate in catalogo: Natura morta (n. 29), Ritratto (n. 199) e Bambina (n. 259).

Scrive Emilio Zanzi («La Gazzetta del Popolo», 4 ottobre 1941, p. 5): «Lalla Romano dipinge ritratti e nature in silenzio con la ritenutezza, con la schiettezza, con la giustezza dei toni e delle forme colle quali compone le brevi poesie d’amore».

1942

In maggio-giugno partecipa alla XIV Esposizione sindacale di Torino (C della Società Promotrice di Belle Arti), che si tiene alla Galleria Civica, con due opere documentate in catalogo: Ritratto (n. 353) e Natura morta (n. 354).

1943

Danneggiato in un bombardamento l’alloggio di Torino, Lalla sfolla a Cuneo con il figlio, presso i genitori. Continua insegnare al «Cavour» di Torino. Aderisce al movimento Giustizia e Libertà.

1945

Pubblica un’antologia e la traduzione del Journal di Delacroix. Tiene a Cuneo una mostra personale; espone molti quadri, ma questa esposizione è come un preludio al congedo dall’esercizio della pittura. Lalla commenta questa sua personale nell’articolo Bilancio di una mostra, in «Giustizia e Libertà», edizione di Cuneo, n. 12, 1° ottobre 1945, p. 2 (poi in Lalla Romano pittrice, 1993, pp. 241-42).

1946

Partecipa a Cuneo a una mostra a favore del Partito d’Azione. Tornata a Torino, vive col figlio, in attesa di raggiungere il marito che si è trasferito a Milano. Matura la crisi della sua attività pittorica che, in una dichiarazione ha così spiegato: «Avevo conosciuto a Parigi l’arte moderna e potevo comprendere che tutti, aperte le frontiere della libertà, assimilassero rapidamente i nuovi indirizzi e trasformassero d’acchito la loro sensibilità; ma ormai sentivo la freddezza per questi problemi e, pur rimpiangendo la bella vita del pittore, mi ritrovai a sentire più mia la scrittura».

Inizia a scrivere di critica d’arte sulle mostre di pittura a Torino: su «Agorà» recensisce una mostra di Francesco Mencio (Poesia della pittura), e quindi per «Il Mondo» (poi divenuto «Il Mondo Europeo»).

Incoraggiata da Eugenio Montale, continua il suo lavoro critico anche quando si trasferisce a Milano, come testimoniano i sei articoli: Mostre di pittura a Torino («Il Mondo», II [1946], n. 22, pp. 10-11); Gallerie torinesi (ivi, II [1946] n. 25, p. 9); Espressionismo a Torino (ivi, II [1946], n. 28, p. 9); Pittura a Torino («Il Mondo Europeo», III [1947], n. 40 ; Veneziani e fiamminghi a Torino (ivi, III [1947], p. 13; Artisti allo studio. Felice Casorati (ivi, III [1947], n. 54, p. 13).

1947

Muore a Cuneo il padre. Lalla raggiunge il marito a Milano e insegna, fino al 1959, presso la scuola media «Arconati». Abbandona definitivamente l’attività pittorica, continuando tuttavia a disegnare.

1951

Pubblica Le metamorfosi, con Einaudi, l’editore della quasi totalità delle sue opere.
Abbandonata da anni la pittura, si dedica completamente alla scrittura: le tappe salienti della sua vicenda biografica sono d’ora in poi segnate dalla pubblicazione dei suoi libri, il cui elenco completo viene dato nell’Elenco opere.

1984/1992

Nel 1984 muore il marito Innocenzo, cui dedicherà nel 1987 il romanzo Nei mari estremi, premio Grinzane Cavour.

Vengono tradotti all’estero, soprattutto in Francia, molti suoi libri.

Un suo dipinto, Ritratto di Ginetta Ortona, viene riprodotto nel Dizionario biografico degli artisti, del volume La pittura in Italia: il Novecento/I, a cura di C.Pirovano (Electa, Milano1992, p. 1047); nella stessa opera è più volte citata nel saggio di M.M. Lamberti, La pittura del  primo Novecento in Piemonte, 1900-1945, pp. 45-84.

1993/2000

Inizia la riscoperta della sua pittura con la pubblicazione di tre volumi einaudiani e importanti mostre personali a Torino (1993), Milano (1994), Castello di Longiano (1994-1995), Brescia (1995), San Gimigniano e Castello di Costigliole d’Asti (1996), Vicenza (1998), Villa Reale di Monza (1999), Cuneo (2000): «Come sono vissuta separata dai miei quadri, e soprattutto dall’esercizio della pittura? In realtà io dipingo sempre mentre guardo: allo stesso modo scrivo sempre… Devo compiere il passo definitivo. Riconoscere che la mia pittura era scrittura».

In seguito al convegno milanese del 1994 «Intorno a Lalla Romano. Scrittura e pittura», vengono pubblicati numerosi saggi sulla sua pittura, fra gli altri, di Maria Mimita Lamberti, Francesco Porzio, Carlo Bertelli, Mirella Bandini, Paolo Fossati, Rossana Bossaglia, Cesare de Seta.

1993

In autunno, presso il Circolo degli Artisti di Torino, l’Assessorato alla Cultura della Regione Piemonte organizza una grande mostra antologica delle sue opere pittoriche, curata da Mirella Bandini. Per l’occasione viene pubblicato il volume Lalla Romano pittrice, a cura di Antonio Ria.

1994

Pubblica una nuova edizione di Una giovinezza inventata, curata da Giovanni Tesio, e del Diario di Delacroix. Riprende la collaborazione al «Corriere della Sera», interrotta nel 1987.

In giugno-ottobre, presso il Palazzo della Regione, il Comune di Milano promuove la mostra «Omaggio a Lalla Romano. Pittura, disegni, manoscritti, documenti», curata da Paolo Fossati e Antonio Ria: per l’occasione viene pubblicato il volume Lalla Romano. Disegni, a cura di Antonio Ria. La mostra, rinnovata e arricchita, viene poi esposta nel Castello Malatestiano di Longiano (Forlì), promossa dalla Fondazione Tito Balestra (novembre-febbraio ’95).

In settembre si svolge a Milano un convegno di due giornate «Intorno a Lalla Romano: scrittura e pittura», che vede raccolti per la prima volta studiosi di letteratura, critici e storici dell’arte per una valutazione complessiva della sua opera artistica.

1995

A Brescia, promossa dagli Assessorati alla Cultura della Provincia e del Comune, nuova mostra delle opere pittoriche (curata da Francesco Porzio e Antonio Ria), arricchita di recenti ritrovamenti e dal volume Lalla Romano. L’esercizio della pittura, a cura di Antonio Ria.

1996

In gennaio-marzo nuova esposizione delle opere pittoriche a San Gimignano (Siena) presso il Centro di Studi sul Classicismo: «Pittura, disegni, autografi», a cura di Roberto Cardini, Patrizia La Porta e Antonio Ria.
In settembre-novembre nuova mostra, curata da Antonio Ria e Giovanni Tesio, di opere pittoriche, manoscritti e documenti nel Castello di Costigliole d’Asti, promossa dal Premio Grinzane Cavour e dalla Regione Piemonte in occasione del novantesimo compleanno dell’artista. Esce il volume Intorno a Lalla Romano. Saggi critici e testimonianze, a cura di Antonio Ria (Mondadori), che raccoglie gli atti del convegno del 1994 e altri testi sulla sua pittura, la poesia e la narrativa.
Le viene conferito il Premio internazionale Unione Latina per l’insieme della sua opera.

1998

In aprile-maggio nuova esposizione delle opere a Vicenza (Basilica Palladiana e Chiesa di San Giacomo) con la mostra «Omaggio a Lalla Romano. I manoscritti, i disegni e i dipinti», a cura di Luca Massimo Barbero e Antonio Ria.

1999

In ottobre-novembre nuova esposizione delle opere nel Serrone della Villa Reale di Monza con la mostra «Lalla Romano: poesia del segno. Dipinti, disegni, documenti», curata da Antonio Ria con la collaborazione di Carlo Bo e Roberto Cassanelli.

2000

 In settembre-ottobre nuova mostra «L’ora del tempo: Lalla Romano a Cuneo. Dipinti, disegni, documenti», curata da Antonio Ria ed esposta nel Museo Civico di Cuneo in occasione della Festa Europea degli Autori, di cui la scrittrice è ospite d’onore.

2001

Il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi le conferisce il Diploma di Medaglia d’oro ai Benemeriti della Scuola, della Cultura e dell’Arte.

Il 26 giugno muore a Milano, dopo una lunga malattia.

In luglio-settembre, al Castello San Giorgio della Spezia, nella mostra «Ligustica Linea: omaggio a Lalla Romano», a cura di Giovanna Riu, vengono esposti i suoi autoritratti, insieme a opere figurative di sette artiste che si sono ispirate alla sua opera letteraria (catalogo).

In settembre a Roma, presso la Casa delle Letterature, vengono esposti alcuni suoi quadri nella mostra «Omaggio a Lalla Romano: Romanzo di figure. Fotografie di Roberto Romano (1870-1947)», a cura di Danilo D’Anna, Antonio Ria e Caterina Savarese (catalogo).

In settembre inizia un programma espositivo – ideato e curato da Antonio Ria – di tutta la sua opera pittorica, dipinti e disegni editi e inediti: «Paesaggi piemontesi», a Torino presso la Galleria Giampiero Biasutti; «Ritratti, figure e nudi. 1921-1960», ad Acqui Terme presso la Galleria Bottega d’Arte Repetto & Massucco (ottobre-novembre); «Nature morte e fiori. 1928-1999», a Milano presso la Compagnia del Disegno (gennaio-marzo 2002). Le mostre sono accompagnate da volumi monografici, curati da Antonio Ria, con testi di Ernesto Ferrero, Nico Orengo, Gianfranco Ravasi, Giovanni Tesio e Marco Vallora.

2002

In autunno, a Ferrara presso la Galleria Tortora, mostra antologica di dipinti e disegni. Da novembre a gennaio, una ventina di opere pittoriche sono esposte alle Scuderie Aldobrandini per l’Arte di Frascati, nell’ambito della mostra collettiva «Abitare l’immagine. Buzzati, Hesse, Levi, Montale, Pasolini, Romano, Testori» (catalogo Campisano Editore). Fra dicembre e gennaio sono in mostra a Chiasso, Galleria Mosaico, «Venti disegni inediti 1938-1960»; il catalogo, curato da Antonio Ria, comprende un testo di Giuseppe Curonici.

2003

In settembre vengono pubblicate alcune poesie inedite e vari disegni nel volume Collina d’Oro. Antologia di poesie, a cura di Antonio Ria (Edizioni Le Ricerche).

2004

In marzo la casa editrice Abscondita pubblica una nuova edizione del Diario. 1822-1863 di Eugène Delacroix, curato e tradotto da Lalla Romano.

In maggio viene pubblicato a Locarno dalle Edizioni Le Ricerche il libro del fotografo Alessandro Vicario Paesaggi d’assenza. Sulle tracce di Lalla Romano, a cura di Antonio Ria, con un testo di Roberto Signorini: una ricognizione fotografica sulla casa di Lalla conservata intatta anche nel suo arredo.

2006/2007

In novembre-dicembre mostra presso la Biblioteca cantonale di Lugano: «Lalla Romano. Il silenzio condiviso», a cura di Antonio Ria e Luca Saltini; catalogo Edizioni Le Ricerche / Biblioteca cantonale di Lugano.

Tra novembre 2006 e gennaio 2007 mostra nel Museo Civico di Sanremo: «Lalla Romano fra scrittura e immagini della Liguria», a cura di Antonio Ria, con la collaborazione di Loretta Marchi e Mara Pardini; catalogo Edizioni Le Ricerche / Comune di Sanremo. In entrambi i cataloghi compare un saggio di Giuseppe Cronici sulla pittura.

In dicembre nel volume di Ernesto Ferrero Vita di Lalla Romano raccontata da lei medesima (Manni Editori) Antonio Ria raccoglie tutti gli autoritratti di Lalla e li pubblica con il commento della scrittrice, introdotti da un saggio.

2008

In febbraio-marzo importante manifestazione a Roma, «Lalla Romano, un secolo», promossa dal Ministero per i Beni e le Attività culturali in collaborazione con la Regione Piemonte e il Comitato Nazionale per le celebrazioni del Centenario della nascita di Lalla Romano, con una serie di mostre in vari luoghi della capitale, fra cui la Biblioteca Nazionale Centrale e la Biblioteca Casanatense. Le opere pittoriche sono esposte in due mostre: presso il Complesso Monumentale di San Michele a Ripa Grande, «La probità dell’arte», a cura di M. Calvesi (catalogo Lalla Romano. La probità dell’arte. Dipinti e disegni, a cura di A. Ria, Nino Aragno editore); e nella sede della Regione Piemonte in Roma, «La mia aria. Lalla Romano e il Piemonte» (catalogo edito dalla Regione Piemonte e dal Comitato Nazionale, a cura di A. Ria, con testi – fra gli altri – di M. Vallora e M. Orengo). Le manifestazioni si concludono con una giornata di studio, con interventi e testimonianze di Andrea Cortellessa, Paolo Di Paolo, Giulio Ferroni, Rosetta Loy, Elio Pecora, Laura Pugno, Carola Susani e Chiara Valerio.

In aprile-maggio, a Piacenza, il Liceo-ginnasio statale «Melchiorre Gioia» e l’Associazione Amici di Lalla Romano organizzano altre rassegne in alcuni luoghi della città, fra cui la Biblioteca comunale Passerini Landi e la Galleria d’Arte Moderna Ricci Oddi, che pubblica il catalogo Il silenzio tra noi leggero. Lalla Romano in pittura, scrittura, fotografia, a cura di Antonio Ria, con testi di Stefano Fugazza, Gabriele Dadati, Goffredo Fofi e Alessandro De Poli.

In ottobre si inaugura a Demonte (Cuneo), presso Palazzo Borelli, lo Spazio Lalla Romano: diretto da Giovanni Tesio, esso ospita – fra l’altro – una mostra permanente di paesaggi, ritratti e nature morte.

2009

In agosto-novembre, a conclusione delle celebrazioni del centenario della nascita, la Regione Autonoma Valle d’Aosta promuove varie iniziative, tra cui l’esposizione e il catalogo Skira Lalla Romano e la Valle d’Aosta. La montagna e il paesaggio fra pittura e scrittura, a cura di Martina Corgnati e Antonio Ria.

2010

In giugno-luglio il Comune di Orta San Giulio promuove la mostra e il catalogo Il cibo nell’opera pittorica di Lalla Romano, a cura di Antonio Ria.

2012

In gennaio viene pubblicato il numero monografico della rivista «Il Giannone» La verità della memoria. Omaggio a Lalla Romano (1906-2001), a cura di Giuliana Nuvoli e Antonio Ria, con testi inediti della scrittrice (fra cui «L’età dell’innocenza. La fotografia come scrittura») e il saggio di Martina Corgnati, Lalla Romano pittrice.

A. R.