Nuove edizioni Lindau dei libri di Lalla Romano

21/03/2017

Copertine Lindau

Nuove edizioni Lindau dei libri di Lalla Romano

Lalla Romano: il ritorno di una grande scrittrice
In collaborazione con le Edizioni Lindau e l’Associazione Amici di Lalla Romano

«Ci sono ritorni e ritorni, ma per una maestra di ritorni come Lalla Romano, il ritorno di alcuni suoi romanzi assume un significato plurimo. È stato l’Editore Lindau a cogliere l’occasione e ad assumersi il compito di rimettere in circolo qualche titolo che mancava da tempo.

I titoli pubblicati finora sono L’ospite e Inseparabile, ma già si prepara la riproposta del gioiello di Pralève e in prospettiva la pubblicazione del dittico Un caso di coscienza e Ho sognato l’Ospedale, prima di passare all’impegnativa pubblicazione dell’intera opera poetica. Questi i titoli programmati».

Ezio Quarantelli: Direttore editoriale Edizioni Lindau 

Antonio Ria: Presidente Centro Studi Lalla Romano, Vicepresidente Associazione Amici di Lalla Romano

Giovanni Tesio: Filologo e critico letterario, Comitato Scientifico del Centro Studi Piemontesi

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L’ospite

Con uno scritto di Pier Paolo Pasolini. Prefazione di Giovanni Tesio.

«Chi è l'ospite?

Presentato via via come tartaruga, come anemone marino, come gatto di casa, in certi momenti è una divinità: nostrana o esotica. D'altronde l'ospite ha un nome umano e alla fine della storia è detto di lui che "si ricorda della sua giovinezza".

Dove è capitato l'ospite?

Appunto presso chi ha visto in lui una bestiola da curare, ma anche un portatore di salvezza: e non per confusione mentale, semmai per un eccesso di lucidità.

 Il rapporto tra loro?

Naturale, elementare; eppure insieme difficile: adorante ma inadeguato da una parte, supremamente libero – ora condiscendente ora distratto – da parte di "colui che è venuto di lontano".

 L'ospite è soprattutto apportatore di gioia; ma essendo la sua presenza – transitoria – intimamente legata alle ultime radici, sommuove il senso della vita, crea nuovi legami fra le cose, le persone, i pensieri».

Lalla Romano

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Inseparabile

Introduzione di Giovanni Tesio.

        «Inseparabile è il titolo di un romanzo di Lalla Romano, pubblicato da Einaudi nel 1981. Inseparabile significa “legame nonostante tutto”. Un legame che resiste alle vicende umane, a una cronaca familiare complessa in cui tutto si rompe con la eccezione del rapporto tra nonni paterni e un nipotino.

         A dare una intensità straordinaria a questa storia è proprio la passione, il colore dei sentimenti dei nonni, la partecipazione dell’autrice che afferma con puntualità che “e vicende narrate sono palesemente, quasi violentemente autobiografiche”. La nonna del romanzo è proprio lei, Lalla Romano, e il nonno il marito.

         Di questo bellissimo e tristissimo romanzo, si possono solo richiamare i sentimenti che lo compongono usando le parole di Lalla Romano, che sa selezionare con una incisività straordinaria, come un pittore che sappia scegliere bene i colori dalla tavolozza (ela Romanoè stata pittrice); si può, tentando una sintesi, affermare che qui l’autrice, attraverso la parola, diventa una pittrice dei sentimenti».

Vittorino Andreoli

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Pralève. E altri racconti di montagna

A cura di Antonio Ria.

Introduzione di Giovanni Tesio.

«Pralève è un libro raro per il modo in cui registra ciò che si vede e si vive con una levità di sguardo e di notazione che io definisco: giapponese. Ed è un libro raro anche per il tema, la montagna, non solo come paesaggio ma soprattutto il posto della montagna nella società italiana.»

Italo Calvino

 

 

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Due racconti.

Un caso di coscienza

Ho sognato l’ospedale

 

A cura di Antonio Ria.

Introduzione di Giovanni Tesio.

 

« La Critica più avveduta (soprattutto Angelo Gugliemi e Giovanni Giudici) ha letto e saputo leggere questi racconti come poesia, come opera poetica, sottolineandone a più riprese il pregio della scrittura in cui tutto – fuori da ogni equivoco aneddotico – si domicilia nella sua più autentica residenza: il che significa, dunque, che siamo di fronte a un’opera da leggersi non soltanto per quello che dice, ma per quello che è. Non tanto (o non solo) per il suo “contenuto” ma per il “modo” in cui questo contenuto trova espressione».

Giovanni Tesio